INTERNET OF THINGS NELL’INDUSTRIA 4.0: COSA C'È DA SAPERE

Internet of things e industria 4.0: facciamo chiarezza

internet of things

Nel mondo d’oggi si sente spesso parlare di IoT (Internet of Things) e Industria 4.0. A volte questi due termini , vengono usati quasi in maniera interscambiabile, pur non essendo sinonimi. Un sondaggio del 2018 ha evidenziato come, preso un campione di clienti tech, solo il 20% capisce il significato di IoT ma allo stesso tempo il 70% di loro possiede un apparecchio IoT.

In cosa consiste l’Internet of things?

Quando si parla di internet of things, Si tratta di aggiungere sensori digitali e tecnologie di network ai sistemi e apparecchiature che usiamo tutti i giorni. Alcuni esempi: Amazon Echo speaker (e la famosa Alexa) è in grado di conoscere le nostre canzoni preferite oppure è a conoscenza di quello di cui abbiamo bisogno in casa, i termostati Nest e Ecobee che impostano la temperatura in casa in base alla temperatura esterna, la nostra presenza, le nostre abitudini orarie ecc.

Qual è l’obiettivo finale dell’utilizzo dell’internet of things?

Quando decidiamo di implementare la tecnologia Internet of things, abbiamo l’obiettivo di elevare le possibilità dei singoli devices esistenti e futuri per ottenere un sistema costituito dai singoli devices connessi tra di loro grazie alle reti.

Il singolo device utilizza i propri sensori per raccogliere informazioni, le condivide con gli altri devices del sistema, processa (utilizzando algoritmi dedicati) i dati raccolti da se stesso e dagli altri devices, per adattare il proprio funzionamento in maniera ‘intelligente’.

Ma non finisce qui. Miliardi di devices sono attualmente connessi ad internet, e presto centinaia di miliardi di devices saranno in rete. Nel momento in cui questi devices hanno la possibilità di collegarsi tra di loro e condividere informazioni, allora si ottiene un sistema di sistemi intelligenti.

Come si applica questo concetto nel mondo Industriale?

Industrial internet of things

L’industria 4.0 usa Internet of Things, (o per motivi di sicurezza Intranet of Things) per ottenere un ‘sistema industriale’, la cosiddetta ‘fabbrica digitale’. Ogni macchina, device, robot, simulatore, strumento ha sensori che raccolgono dati. Questi dati sono condivisi tra i vari devices e processati con algoritmi di sistema, capaci di prendere decisioni. In questo modo si possono controllare ad esempio manutenzione, ordini, qualità, approvvigionamento materia prima, con l’obiettivo primario di ottimizzare la produzione e lavorare anche su riduzione del magazzino, prevenzione dei guasti, dei fermi produzione, e cosi via.

Nel momento in cui si immettono così tanti dati in un sistema di devices connessi, sorge un problema nuovo – come gestirli? Come evitare che la mole di dati renda i dati stessi inutilizzabili? È questo il problema che cercano di risolvere gli esperti di Big Data, tramite la realizzazione di algoritmi per la gestione di dati numerosi e complessi.

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