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	<title>industrial internet of things &#8211; Key4</title>
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	<title>industrial internet of things &#8211; Key4</title>
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		<title>CLOUD COMPUTING E INDUSTRIAL INTERNET OF THINGS PER FAVORIRE IL PROCESSO DI INNOVAZIONE DELLE FABBRICHE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2019 15:43:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CLOUD COMPUTING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Industrial Internet of Things è un&#8217;espressione molto utilizzata nell&#8217;ambito dell&#8217;industria 4.0 e si riferisce a strumenti e oggetti sempre più smart che stanno letteralmente rivoluzionando lo scenario aziendale e produttivo, sempre più connesso e ottimizzato attraverso dati e analisi digitali decentralizzate. Il suo scopo è di ottimizzare i processi produttivi acquisendo informazioni da macchine connesse [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.key-4.com/wp-content/uploads/2019/07/img-1-art-24072019.jpg" alt="Industrial Internet of things" class="wp-image-1750"/></figure>



<p><strong>Industrial Internet of Things </strong>è un&#8217;espressione molto utilizzata nell&#8217;ambito dell&#8217;industria 4.0 e si riferisce a strumenti e oggetti sempre più smart che stanno letteralmente rivoluzionando lo scenario aziendale e produttivo, sempre più connesso e ottimizzato attraverso dati e analisi digitali decentralizzate.</p>



<p>Il suo scopo è di ottimizzare i processi produttivi acquisendo informazioni da macchine connesse tramite internet per stimarne e valutarne, utilizzando anche modelli di calcolo complessi, l’efficienza e l’affidabilità con conseguente risparmio in termini di costi, di manutenzione e di  fallimenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">IIoT: scopri come delocalizzare i processi organizzativi <br></h2>



<p>Con l’<strong>Industrial Internet of Things </strong>si entra nell’era della delocalizzazione dei processi organizzativi e decisionali. Si genera una struttura e un’organizzazione più flessibile e se ne decentralizzano i processi decisionali sfruttando l’interazione tra macchine, operatori e impianti di produzione per una risposta più veloce a tutti i livelli.</p>



<p>La decentralizzazione dei processi decisionali avviene
grazie al <strong>cloud computing</strong>, ovvero la distribuzione di servizi di
calcolo, come server, risorse di archiviazione, database, rete, software,
analisi e intelligence, tramite Internet, per offrire innovazione rapida,
risorse flessibili ed economie di scala.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://www.key-4.com/wp-content/uploads/2019/07/img-2-art-24072019.jpg" alt="Cloud computing" class="wp-image-1751"/></figure>



<p>Il <strong>cloud computing</strong> rappresenta per le aziende, la rivoluzione in materia di risorse IT in quanto permette di eliminare, o quantomeno ridurre drasticamente, i costi associati all&#8217;acquisto, alla gestione e manutenzione di data center locali. Questa peculiarità è strettamente legata alla possibilità dei servizi di <strong>cloud computing</strong> di ridimensionare le risorse in modo elastico fornendo la giusta quantità di risorse IT, ad esempio una quantità maggiore o minore di potenza di calcolo, risorse di archiviazione e larghezza di banda, proprio quando è necessario. Inoltre, la maggior parte dei servizi di <strong>cloud computing, </strong>viene fornita in modalità self-service e su richiesta, quindi è possibile effettuare il provisioning anche di grandi quantità di risorse di calcolo in pochi minuti, configurando agilmente la soluzione più adatta alle esigenze del momento, selezionando una o più “architetture cloud” in combinazione tra loro. Di fatto è possibile accedere ai servizi di <strong>cloud computing</strong> tramite i suoi paradigmi:</p>



<ul><li><strong><em>Infrastructure as a service, IaaS</em></strong>, ovvero l’uso dell’infrastruttura IT, server e macchine virtuali, risorse di archiviazione, reti e sistemi operativi, di un provider di servizi cloud con pagamento in base al consumo;</li><li><strong><em>Platform as a Service, PaaS</em></strong>, che consiste in servizi di <strong>cloud computing</strong> che forniscono un ambiente su richiesta per lo sviluppo, il test, la distribuzione e la gestione di applicazioni software, il tutto finalizzato a creare in modo più semplice e rapido app Web o per dispositivi mobili e IoT, senza doversi preoccupare della configurazione o della gestione dell&#8217;infrastruttura di server sottostante, della rete di archiviazione e dei database necessari per lo sviluppo;</li><li><strong><em>Software as a Service, software come un servizio, SaaS</em></strong>, in cui i provider di servizi cloud ospitano e gestiscono l&#8217;applicazione software e l&#8217;infrastruttura sottostante e si occupano delle attività di manutenzione.</li></ul>



<p>In tale prospettiva sarà sempre più rilevante il ruolo del <strong>Cloud
Computing</strong> riconosciuto per essere una delle tecnologie abilitanti
l’industria 4.o in grado di erogare, memorizzare ed elaborare informazioni
sfruttando risorse software e hardware distribuite geograficamente, offrendo un
nuovo modo di destinare i servizi alle aziende.</p>
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		<item>
		<title>DIFFERENZA TRA INDUSTRIAL INTERNET OF THINGS E INTERNET OF THINGS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sportelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2019 10:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[industrial internet of things]]></category>
		<category><![CDATA[internet delle cose]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione del IoT in ambito industriale Tra le novità introdotte dall’Industry 4.0 molto spesso si sente parlare dell’Industrial Internet of Things&#160; (IIoT). Tralasciando i dettagli filosofici che definiscono l’IIoT &#160;come evoluzione o come sottocategoria del classico Internet of Things (IoT), vediamo quali sono le differenze tra le due definizioni. Industrial internet of things e internet [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’evoluzione del IoT in ambito industriale</strong></h2>



<p>Tra le novità introdotte dall’Industry 4.0 molto
spesso si sente parlare dell’<strong>Industrial
Internet of Things</strong>&nbsp; (IIoT).
Tralasciando i dettagli filosofici che definiscono l’IIoT &nbsp;come evoluzione o come sottocategoria del
classico <strong>Internet of Things</strong> (IoT),
vediamo quali sono le differenze tra le due definizioni. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Industrial internet of things e internet of thing: le
differenze</h3>



<p>Secondo la classica definizione di IoT nata esattamente 20 anni fa ad opera di <em>Kevin Ashton</em>, ricercatore del MIT di Boston, parliamo di un <strong>insieme di tecnologie che permettono di controllare, monitorare e trasferire informazioni collegando a Internet un apparato</strong>; questa definizione, il cui merito comunque è quello di aver incentivato la nascita del concetto di Industry 4.0, con il passare del tempo è divenuta restrittiva in ottica industriale, dove le informazioni non sono solamente raccolte, ma anche elaborate con l’obiettivo di monitorare e ottimizzare la produzione. </p>



<p>Nell’ <strong>Industrial
Internet of Things </strong>, sono quindi escluse le applicazioni rivolte ai
consumatori (come ad esempio la domotica o la guida driveless) ma sono incluse
altre applicazioni e tecnologie come il <em>machine
learning, l’analisi dei big-data, la comunicazione M2M (machine to-machine)</em>
con un occhio di riguardo verso la sicurezza di trasmissione delle informazioni
e la robustezza dei dispositivi hardware utilizzati. </p>



<p>La teoria che è alla base dell’<strong> Industrial Internet of Things</strong> (IIoT) è quella che un macchinario
intelligente e interconnesso è più accurato e reattivo di un essere umano, il
che permette all’azienda di individuare problemi o inefficienze del processo produttivo
in tempi minori con conseguente risparmio di tempo e denaro; questo concetto
trova la sua naturale applicazione nella manutenzione predittiva: mediante i
dati acquisiti è possibile prevedere quando dover fare manutenzione su un
determinato macchinario evitando cosi manutenzioni inutili e abbassando
drasticamente le probabilità di guasti o fermi macchina. </p>



<p>Questa teoria è considerata un elemento fondante
della cosi detta <em>quarta rivoluzione
industriale</em> e sarà uno dei pilastri su cui verranno costruiti gli
stabilimenti industriali del futuro, mentre incontra diversi ostacoli nella sua
applicazione all’interno delle realtà industriali esistenti. </p>



<p>Questa teoria è considerata un elemento fondante della cosi detta <em>quarta rivoluzione industriale</em> e sarà uno dei pilastri su cui verranno costruiti gli stabilimenti industriali del futuro, mentre incontra diversi ostacoli nella sua applicazione all’interno delle realtà industriali esistenti. </p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://www.key-4.com/wp-content/uploads/2019/03/iiot-img.jpg" alt="Industrial internet of things" class="wp-image-1284" width="784" height="490"/></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Internet delle cose: tecnologie abilitanti e limiti
strutturali</h4>



<p>In primo luogo la mancanza di standardizzazione
comporta la necessità di adattare ciascuna tecnologia e installazione alla
realtà industriale in cui viene inserita; questo comporta quindi notevoli
difficoltà di integrazione considerando anche che ci si può scontrare con la
necessità di dover rendere smart un vecchio sistema legacy. Un altro ostacolo è
rappresentato dalla varietà di <strong>protocolli
di comunicazione industriale</strong> attualmente in commercio, ciascuno con i suoi
standard e formalismi: introdurre in una azienda una piattaforma <strong>Industrial Internet of Things</strong>,&nbsp;significa dover rendere compatibile la
piattaforma con i protocolli di comunicazione già utilizzati qual’ora non lo
sia già. </p>



<p>Tutto questo non deve però scoraggiare le aziende
nell’investire in IIoT, perché i benefici che comporta la sua applicazione nel
lungo termine sono maggiori rispetto all’effort occorrente a breve termine.</p>
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