I LIMITI DEI ROBOT COLLABORATIVI NELLA FABBRICA DEL FUTURO
Robot collaborativi

Quali sono i limiti dei robot nella fabbrica del futuro?

Non è trascorso molto tempo  da quando il discorso di Industry 4.0 è emerso per la prima volta nei comparti produttivi aziendali, eppure molti esperti del settore, stanno già prevedendo la prossima rivoluzione ossia quella dell’Industry 5.0.

Se l’attuale rivoluzione enfatizza la trasformazione delle fabbriche in strutture intelligenti abilitate all’ IoT come tecnologia predominante, utilizzando l’interconnessione tramite i server cloud, l’Industry 5.0 si concentrerà sul ritorno delle mani e delle menti umane nel contesto industriale.

Robot ed essere umano tra collaborazione e cooperazione

In questo panorama, che include la robotica collaborativa, ci sono una serie di limiti nell’utilizzo di questa tecnologia che molte volte sono sottovalutati. Premesso questo e considerato il paradigma delle collaborazione tra uomo e macchina, una domanda sorge spontanea: qual è l’importanza dell’operatore umano nella vita di un robot all’interno del processo produttivo aziendale? Solitamente gli operai di fabbrica, vengono definiti persone che seppur dotate di intelligenza e coscienza umana, ripetono , proprio come i robot, movimenti fisici alle volte faticosi o addirittura pericolosi. In virtù di questo si pensa molto spesso di affidare questi compiti ai robot. L’Universal Robot però, nonostante la storica scoperta tecnologica, sostiene che ci sono una serie di mansioni che l’essere umano deve continuare a svolgere in quanto dotato di abilità, intuizioni e capacità, che possono apportare valore aggiunto rispetto all’utilizzo dei robot in fabbrica.

Cobots

 Il limite dei robot sta nel fatto che, nonostante fossero definiti macchine performanti dall’elevato profilo tecnologico, si limitano a seguire istruzioni e collaborano nella generazione dei dati. Non hanno coscienza di processo e non conoscono il cliente, le sue attitudini e le peculiarità di un prodotto in relazione al suo utilizzo.

I robot sono privi di esperienza, sottolinea la Universal Robot, non hanno sofisticati poteri di giudizio e soprattutto non sono creativi.  In realtà il robot non è altro che quello che l’umano chiede di essere. Tutte queste considerazioni che descrivono i limiti dei robot in relazione  a quelle di un essere umano, ci fanno capire quanto il ruolo dei collaboratori umani, sia ancora un elemento importante se non fondamentale specie in determinati comparti aziendali, in cui è richiesta creatività e spirito di iniziativa.

Proprio per questa ragione, è importante sottolineare quanto, una configurazione in cui è previsto l’intervento dell’uomo e quello del robot, sia molto più performante di quanto possa esserlo una che esclude l’una o l’altra figura all’interno del processo produttivo. 

Questo concetto può essere riassunto in una frase: il futuro è collaborativo. L’industria 4.0 segna uno sviluppo importante nell’automazione ed è una vera e propria rivoluzione, che merita di essere ricordata quando si parla o si parlerà dei processi storici di meccanizzazione. Risulta quasi impossibile separare la nascita dei cobots dall’evoluzione dei robot e dall’automazione robotica generale. Va però ricordato che  la fondamentale natura collaborativa dei cobots e il fatto che siano stati progettati per collaborare con gli operatori umani, avvicinano i due universi uomo-macchina invece di allontanarli come spesso si lascia intendere dalle nozioni più generali del mondo industry 4.0. In questo scenario, i lavoratori umani sono un elemento indispensabile all’interno dei processi produttivi, in grado di superare i limiti dei robot per favorire una proficua collaborazione in ottica 4.0.

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